Carnevale di Ferrara o Rinascimentale

In questa pagina trovate tutte le informazioni sul Carnevale di Ferrara o Rinascimentale. Programma e date, fotogallery, videogallery, la storia del Carnevale di Ferrara o Rinascimentale, link utili e contatti.


Programma del Carnevale di Ferrara o Rinascimentale 2019

Informazioni sul Carnevale di Ferrara o Rinascimentale 2019

Ultimo aggiornamento: non disponibile

Regione: Veneto
Comune: Ferrara (FE)
Sito del comune: http://www.comune.fe.it/
Sito ufficiale: http://carnevalerinascimentale.eu
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Carnevale-Rinascimentale-a-Ferrara/429769227150679

Foto del Carnevale di Ferrara o Rinascimentale

Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale
Carnevale di Ferrara o Rinascimentale

Video del Carnevale di Ferrara o Rinascimentale

Storia del Carnevale di Ferrara o Rinascimentale

Il carnevale, dall’espressione latina carnem levare «toglier la carne», nel calendario liturgico cattolico-romano si colloca tra l'epifania e il mercoledì delle ceneri (primo giorno di Quaresima). Di questa festa, sinonimo di divertimento e di baldoria, si trovano testimonianze documentarie fin dal Medioevo, ma occorre ricordare che alcune usanze del carnevale sono considerate addirittura sopravvivenze di antichi riti pagani, come i saturnali, festività in onore di Saturno importate dalla Grecia che venivano celebrate tra il 17 e il 23 dicembre nella Roma tardo repubblicana e imperiale. A quei tempi, il primo giorno era riservato agli obblighi religiosi e nell’ultimo ci si scambiavano doni di varia natura e consistenza, ma per il resto della settimana si organizzavano interminabili banchetti, giochi d’azzardo altrimenti proibiti, feste private e divertimenti di vario genere. Ciò che differenziava i saturnali dalle altre festività era lo stravolgimento delle regole sociali, usanza che Orazio (Venosa, 65 a.C. - Roma, 8 a.C.), uno dei maggiori poeti dell’età antica, definì in una sua famosa satira la libertà di dicembre; in quei giorni poteva accadere, per esempio, che i padroni servissero a tavola i loro schiavi, ai quali veniva concessa persino la libertà di critica senza essere puniti. Nel tempo i festeggiamenti legati al carnevale sono sempre stati intesi come metafora di allegra e beffarda trasgressione, di sospensione transitoria dei ruoli sociali ricoperti da ciascuno, durante i quali si dava sfogo alle insoddisfazioni e al malcontento, in una sorta di realtà effimera dove era concessa, entro certi limiti, la soppressione temporanea di alcune norme e dell'ordine costituito. Negli ultimi secoli, poi, il travestimento ha rivestito un ruolo fondamentale e la maschera, che rende tutti irriconoscibili, è diventata lo strumento che ha consentito a ciascuno momenti di libertà altrimenti censurati. Oggi il carnevale, oltre ad essere diventato un momento di festa soprattutto per i bambini, è legato a città come Venezia, Viareggio e Cento (per non parlare di Rio de Janeiro), che per tradizione organizzano feste in maschera, cortei e spettacoli per grandi e piccini. Il carnevale di Ferrara rappresenta però un unicum perchè, oltre agli aspetti consueti della festa, forse più di altri lega il divertimento ai fasti del Rinascimento, periodo in cui la città, sede della corte estense, divenne una delle più importanti capitali europee della cultura. Il duca Ercole I d’Este (al potere dal 1471 al 1505), autore insieme all’architetto Biagio Rossetti dell’Addizione Erculea, il celebre piano regolatore ante litteram che fece di Ferrara la prima città moderna d’Europa, a partire dal 1473 diede nuova linfa al carnevale. Sotto la sua guida si organizzarono feste da ballo, rappresentazioni teatrali, giostre, giochi di abilità e tornei da far invidia alle corti più importanti dell’epoca. Ercole stabiliva anno per anno la libertà di andare in maschera, di solito dall’epifania (ma a volte anche qualche giorno prima) fino al martedì grasso, perciò anche a Ferrara ognuno poteva permettersi alcune licenze vietate in altri periodi dell’anno; tuttavia, a parte alcuni casi di scherzi di cattivo gusto o addirittura di violenza consumati grazie alla garanzia dell’anonimato offerto dalla maschera, peraltro severamente puniti, il carnevale era una grande festa che coinvolgeva tutta la città, ma ancora di più i gruppi sociali più abbienti e soprattutto la cerchia di gentildonne e gentiluomini vicini al duca. Egli stesso, mascherato, partecipava attivamente a balli, scherzi ed altri divertimenti, percorrendo come consuetudine le vie del centro con la sua carretta cercando ventura" dal popolo (doni in natura). A questa festa straordinaria parteciperà, a partire dal 1502, anche Lucrezia Borgia, che proprio quell’anno andò in sposa ad Alfonso I d’Este, figlio di Ercole.

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