Carnevale di Gallipoli

Storia del Carnevale di Gallipoli

Il Carnevale di Gallipoli vanta una tradizione antichissima, documentata attraverso atti e documenti settecenteschi, ma radicata ancor prima in epoca medioevale. La festa ha mantenuto nel tempo uno spirito popolare autentico e profondamente legato alle sue origini. Questa celebrazione carnevalesca, oggetto di interesse per studiosi italiani e stranieri, è sopravvissuta a Gallipoli con una ricca espressività popolare codificata attraverso usi comportamentali che resistono nonostante i secoli di storia cittadina.

La tradizione carnevalesca gallipolina si esprime con una teatralità quasi ostentata, ma allo stesso tempo con una partecipazione convinta e un'allegra esuberanza. La città vive la parentesi carnevalesca con riferimenti a credenze e pratiche precristiane, come il rito propiziatorio del fuoco, dedicato a S. Antonio Abate, patrono cristiano del fuoco. Questo rito, chiamato "Focareddhe", prevede l'accensione di cataste di ramaglie d'ulivo nelle piazze pubbliche, segnando l'inizio del Carnevale. Il suono del saraceno tamburello dà il via alle danze, accompagnate dalla "pizzaca" e arricchite da commenti salaci e frizzanti lazzi, creando un'atmosfera di euforia popolare rivolta soprattutto alle giovani coppie.

Il Carnevale gallipolino si svolge in una continua osmosi tra paganesimo e cristianesimo, tra fervore naturalistico e religiosità popolare intensamente vissuta. Una figura centrale è "lu Tidoru" o Teodoro, una maschera tradizionale che rappresenta un giovane soldato gallipolino. La leggenda narra che Teodoro fosse trattenuto lontano dalla sua terra, desiderando ardentemente tornare prima della fine del Carnevale. La madre, chiamata "Caremma", ottenne una proroga di due giorni affinché suo figlio potesse partecipare alle festività prima dell'avvento della Quaresima.

Il martedì successivo al ritorno di Teodoro, la città si immerse in balli frenetici e festeggiamenti, con l'intento di recuperare il tempo perduto. Si narra che Teodoro, in quel tragico martedì grasso, consumasse quantità eccessive di salsicce e polpette di maiale, fino a morire soffocato. Questo episodio simboleggia la fine del Carnevale, della dissolutezza e dei piaceri terreni.

Il Carnevale di Gallipoli ha vissuto alti e bassi nel corso dei secoli ma ha conosciuto una rinascita significativa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1954, l'Associazione Turistica pro Gallipoli organizzò la prima grande sfilata di carri allegorici, dando inizio a una tradizione che si è consolidata nel tempo. Oggi, il Carnevale di Gallipoli è una celebrazione di grande successo, attirando un vasto pubblico e offrendo spettacoli allegorici e grotteschi che rappresentano un punto di incontro tra tradizione e modernità.

Carnevale di Gallipoli Programma 2024

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