i Carnevali piĂą letti
- Carnevale di Agropoli
- Carnevale di Ascoli Piceno
- Carnevale di Milano
- Carnevale di Torino
- Carnevale di Cento
- Carnevale di Castiglion Fibocchi
- Carnevale di Striano
- Carnevale di Mezzojuso
- Carnevale di Acireale
- Carnevale di Montescaglioso o Montese
- Carnevale di Venezia
- Carnevale di Viareggio
- Carnevale di Tricarico
- Carnevale di Termini Imerese
- Carnevale di Montemarano
- Carnevale di Crispiano del Brigantino
- Carnevale di Ceggia
- Carnevale di Capua
- Carnevale di Sciacca
- Carnevale di Roma
Carnevale di Andria
- Dettagli
- Visite: 1268
Ad Andria, dopo la Befana, i cittadini si preparavano a ricevere degnamente il Carnevale e il 17 del mese di Gennaio, festa di S. Antonio Abate, “a San’Andunia Mascachara i Sunna” ( a S. Antonio, maschere e suoni), come essi dicevano, appendevano per la strade dei pupazzi. Questi erano sospesi a funi legate ai balconi, “a la gaiva”, da un lato all’altro della strada ed erano fatti ad altezza d’uomo. Altre volte i pupazzi si mettevano sui balconi, seduti su una vecchia sedia, con la pipa in bocca, cappello in testa, in atteggiamento di chi spia l’arrivo di qualcuno.
Oggi questa tradizione non è più ricordata né tanto meno si organizzano giochi innocenti di questo genere; tutt’al più si trascorre qualche serata con gli amici.
Per i festeggiamenti nel periodo di Carnevale tutto era semplice e sbrigativo.
E’ inutile dire che schiere di bambini seguivano sempre i gruppi mascherati, perché speravano di raccogliere i confetti specialmente quando avvenivano”ra patrasceita”, cioè i lanci, le gettate di confetti fatte alle amorose dai giovani a cavallo o sulle “sciarrette”, carrozzelle.
Queste “patrasceite” di cui si è perduto il ricordo, sarebbe bello se si ripettessero, sia perché si darebbe al Carnevale una ventata di aria fresca, allegra e simpatica, sia perché potremmo far gustare a tutti i prodotti di una antica industria dolciaria del nostro paese, i confetti della casa Mucci.
Le “patrasceite” avvenivano presso le case delle ragazze fidanzate non ufficialmente. Allora il giovane, si recava presso la casa della ragazza e la bersagliava di confetti mentre lei era sulla soglia di casa.
La fanciulla si schermiva, ma aveva piacere di questa attenzione da parte del suo amoroso. Se invece il giovane era fidanzato ufficialmente, allora con i familiari si recava a casa della fidanzata, le faceva la “patrasceite” coprendo di confetti il pavimento della stanza e poi le portava in dono una bomboniera piena di confetti e un capo di vestiario. Ma, più del regalo, valeva la “patrasceite” ritenuta quasi obbligatoria per un fidanzato degno di rispetto.
Lo scambio dei regali e la “patrasceite” inoltre, avvenivano sempre di domenica perché il lunedì e il martedì erano dedicati alla festa. I nostri nonni, quindi, vivevano tre giorni di baldoria, di sano divertimento.
I gruppi si fermavano agli incroci delle strade, gridavano e facevano un grande baccano così che la gente usciva dalle case per assistere e prendere parte al dolore fittizio della sepoltura. Prima che il corteo si sciogliesse, infatti, si accendeva un grosso falò e si bruciava il Carnevale e poi, felici, rincasavano per andare a riposare dopo una giornata così ricca di emozioni. Tra balli e risate avevano sepolto il Carnevale e cantando gli avevano dato l’ultimo addio.
Fonte: http://www.carnevalediandria.it
Sito Carnevale di Andria: http://www.carnevalediandria.it
Comune di Andria: http://www.comune.andria.bt.it

- Data Prossimo Carnevale dal: al:
- Programma:
- Previsioni Meteo:
10 visitatori online