Carnevale di Paternopoli

Alla fine del secolo scorso un nostro antenato, Alfonso Basile, con scarsa attrezzatura, ma con tanta inventiva, buona volontà ed entusiasmo, aiutato da validi collaboratori, realizzò in occasione del carnevale una grossa nave. Questo carnevale é restato nel ricordo dei Paternesi per lunghi anni. Forse la nave rappresentava la "nave della speranza" su cui molti meridionali, e, quindi, anche tanti compaesani speravano un giorno di imbarcarsi per tentare la fortuna nei Paesi di oltre oceano. Erano, quelli. gli anni della massiccia emigrazione verso le Americhe, verso l' agognato "paradiso terrestre".

Quanti nostri antenati lasciavano, allora, la casa, gli affetti e il paese e partivano con la valigia di cartone affrontando sacrifici e disagi con l'unico sogno di racimolare qualche dollaro da spedire alla famiglia lontana!

Però, il primo tentativo di realizzazione di carri allegorici fu la sfilata, risalente alla fine degli anni Quaranta. che aveva come tema "La scoperta dell'America". Tre camion (di cui uno di proprietà di D'Amato Antonio, un altro di Storti Antonio e l'altro ancora di Balestra Michele), rivestiti di legno a mo' di caravelle, rappresentavano la Nina, la Pinta e la S. Maria. Sfilarono per le strade del paese, partendo dalle Fornaci, dove erano stati allestiti i carri e preparati i canti. A bordo dominava la figura di Cristoforo Colombo, interpretato da Rauzzino Luigi, con un grande cannocchiale che tentava di avvistare la terra. Quando il carro arrivò in prossimità di Piazza XXIV Maggio, Colombo urlò :" Terra! Terra!". Aveva raggiunto la sua meta.

Da una capanna allestita per l'occasione uscirono i Pellerossa, persone interamente rivestite di pelli di pecore e di capre e con il viso tinto di rosso. Furono rappresentati anche il Re (interpretato da Lo Vuolo Luigi) e la Regina Isabella di Castiglia (interpretata da Grasso Mario) che finanziarono il viaggio al grande navigatore genovese.

Tutti i personaggi, sia maschili che femminili, erano interpretati da uomini. Per la mentalità di allora, non era tollerata la partecipazione delle donne a siffatte manifestazioni.

Rispetto alle analoghe sfilate attuali, questa si distingue perché allora si svilupparono delle manifestazioni complementari ai tre carri che possiamo definire come uno spettacolo di "teatro di strada", in cui i vari componenti realizzarono scenette. Sui carri persone mascherate cantavano canzoni popolari.

Fu così grande il successo di questa manifestazione che essa fu ripetuta, la Domenica successiva, anche a Mirabella Eclano.

Già allora artigiani e gente semplice si dedicarono nella preparazione animati da dedizione instancabile, da profonda passione e tenacia, compiendo innegabili sacrifici anche economici: tutto ciò al fine di una buona riuscita dello spettacolo.

Fonte: http://www.paternopolionline.it
Sito Carnevale di Paternopoli:
NON DEFINITO
Comune di Paternopoli: http://www.comune.paternopoli.av.it

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